domenica 30 novembre 2014

IL DONO DEL LIBERO ARBITRIO

   
IL DONO DEL LIBERO ARBITRIO




 
Ing. Pier Franz Roggero



Abstract:

This paper describes the free will and the omniscience of the Creator and how they may be reconcile and try to explain.

                     
Il libero arbitrio è la possibilità per la quale ogni persona è libera di fare le proprie scelte, tipicamente perseguite tramite volontà,
Ciò si contrappone alle varie concezioni secondo cui questa possibilità sarebbe in qualche modo predeterminata da fattori sovrannaturali che viene chiamato destino, oppure da fattori naturali chiamato predestinazione, per via dei quali il volere degli individui sarebbe prestabilito prima della loro nascita.
Il concetto di libero arbitrio implicherebbe che il Creatore, per quanto onnipotente e onnisciente, scelga di non utilizzare il proprio potere per condizionare le scelte degli individui.
Per risolvere questo antichissimo dilemma le menti più geniali e brillanti si sono distinte per le loro riflessioni e idee sull’argomento.
In ordine cronologico tra i più grandi teologi che hanno affrontato il problema ci sono stati: l’algerino Agostino d’Ippona (354-430), Tommaso d’Aquino (1225-1274), l’inglese Guglielmo di Ockham (1285-1349), il tedesco Martin Lutero (1483-1546), l’olandese Erasmo da Rotterdam (1466-1536), il francese Giovanni Calvino (1509-1564), lo spagnolo Luis de Molina (1535-1600), l’olandese Giansenio (1585-1638), il francese Cartesio (1596-1650), l’olandese Spinoza (1632-1677), il tedesco Leibniz (1646-1716).
Da tutti questi dibattiti non emerge però un’idea chiara di come conciliare l’onniscienza del Creatore con il libero arbitrio.
Infatti potrebbe sorgere la domanda se siamo o meno dei semplici burattini per cui il futuro per noi è già stato scritto.
Invece non è assolutamente così: il libero arbitro esiste e ci permette di scegliere quello che desideriamo. Ma come si concilia con l’onniscienza del Creatore?
Dobbiamo renderci conto che non possiamo “ragionare” con il nostro intelletto allo stesso modo di come “ragiona” il  Creatore: siamo dotati di una intelligenza limitata e finita.
Ma per rispondere a questa domanda così cruciale e che esiste dalla comparsa dell’uomo bisogna considerare il TEMPO, un concetto estremamente complesso e da sempre oggetto di studi ma che forse ci può aiutare a capire il problema.
Il tempo è la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi. Esso induce, per noi, la distinzione per noi tra passato, presente e futuro.
Per il Creatore, essendo ovviamente tutto possibile,  esiste questa distinzione come per noi ma esiste anche la CONTEMPORANEITA’ degli eventi (che è impossibile per noi) e la coincidenza tra passato, presente e futuro che sono un tutt’uno.
Esiste e non esiste il passare del tempo: attenzione che la “e” congiunzione per la contemporaneità vuol dire che esistono entrambi i concetti, non esiste una sequenzialità temporale come per noi, dove la causa precede sempre l’effetto e dove noi non possiamo immaginarci un tempo dove esistono contemporaneamente il passato, il presente e il futuro.
Egli è a conoscenza del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro ma NON interviene nelle nostre scelte.
E’ come dire che sto vedendo un film di cui conosco già tutta la trama con tutte le azioni degli attori coinvolti ma non “voglio” intervenire sulla sceneggiatura che è già stata scritta. Attenzione, però, che la sceneggiatura viene scritta dagli attori coinvolti e non dal Creatore anche se Egli ne è ovviamente a conoscenza e non interviene.
Verrebbe allora da chiedersi che bisogno c’è di vedere un film  già visto, ovvero perchè il Creatore permette la scelta all’uomo se sa già come andrà a finire?
La risposta sta proprio nel tempo: il Creatore è l’Increato, il trascorrere del tempo per Lui non esiste però ovviamente “Vede” o meglio “Sa” tutto quello che era, è e sarà.
Questi tempi che sono basati sull'assunzione della causalità sono per noi relativi mentre l’unico vero tempo assoluto ed unico è “dato” e “vive” con il Creatore stesso: “Io sono colui che sono” è infatti la risposta che, nella Bibbia nell’Antico Testamento il Creatore diede a Mosè quando Gli chiese il nome (Esodo 3:14). ovvero il tempo assoluto è una Sua proprietà intrinseca da cui discende tutto il creato.
Noi esseri umani, la nostra Terra, il nostro sistema solare, la nostra galassia e il nostro Universo esistiamo solo grazie al Creatore, non potremmo esistere senza di Lui e di questo non ce ne rendiamo neanche conto.
La nozione di tempo dal punto di vista in fisica è dovuta alla due teorie sulla relatività di Einstein dove lo spaziotempo, è un concetto fisico che combina le nostre classiche nozioni tradizionalmente distinte di spazio e di tempo in un solo costrutto unico e omogeneo.  e rappresenta il "palcoscenico" di tutti i fenomeni fisici nell'universo.
Possiamo quindi affermare che il tempo è lo spazio che cambia.
Quando scattiamo una fotografia abbiamo lo spaziotempo all’istante t0, poi quando scattiamo di nuovo la fotografia dello stesso oggetto dopo un certo intervallo di tempo abbiamo uno spaziotempo all’istante t1.
Avremo sicuramente uno spazio diverso dal precedente e quindi il tempo è dato dallo spazio che cambia.
Vale anche il viceversa: lo spazio è dato dal tempo che passa; in pratica le 2 affermazioni sono equivalenti.

Albert Einstein dimostrò che il tempo è relativo nelle sue due teorie:
  • nella prima teoria, gli orologi che si muovono rispetto ad un sistema inerziale (fermo o a velocità costante) di osservazione funzionano molto più lentamente e quindi il tempo scorre più lentamente per un osservatore che si muove più velocemente di un altro.
  • nella seconda teoria della relatività generale, orologi a potenziali inferiori in un campo gravitazionale - come quelli sulla superficie della Terra - funzionano molto più lentamente rispetto ad orologi più distanti dalla superficie terrestre ad esempio su un aereo dove il tempo invece scorre più velocemente in quanto la forza di gravità è inferiore a quella della superficie terrestre.

  • Vi è quindi un certo disaccordo, perché tutti gli osservatori credono che i loro orologi locali sono corretti, ma questo è dovuto al fatto che il tempo è relativo e dipende dalla velocità e dalla forza di gravità di un osservatore rispetto ad un altro.
    Questa grande conquista sul concetto di tempo non va però confusa con il tempo assoluto che è trascendente ovvero "al di là" rispetto al nostro universo e che è proprio solo del Creatore.
    Perciò il libero arbitrio ovvero la nostra indipendenza e la nostra libertà è il Suo principale dono a noi, tra tutte le altre creature.
    Sta a noi farne buon uso perché gli attori del film siamo noi, la trama la decidiamo noi anche se il palcoscenico e tutto il resto dipende dal Creatore che è il regista e il produttore del film.
    Il Creatore pur essendo a conoscenza già a priori della trama del film ci lascia piena libertà di scelta: questo è il concetto di tempo assoluto con eventi simultanei oppure con passato, presente e futuro distinti ovvero con “l’essere e il non-essere” nel celebre monologo di Amleto nella tragedia di William Shakespeare che sono contemporaneamente uguali e diversi.

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