venerdì 24 dicembre 2010

L'Universo di Stephen Hawking: tra Scienza e Fede

L'Universo di Stephen Hawking: tra Scienza e Fede.


L'Universo ha bisogno di un Creatore? Secondo il celebre astrofisico e matematico inglese Stephen Hawking, no "l'universo può essersi creato da sè, può essersi creato dal niente" e dunque "non è stato Dio a crearlo". Come Darwin sembrò smentire l'esistenza di Dio con la sua teoria sull'evoluzione biologica della nostra specie, adesso Hawking vuole smentirla anche dal punto di vista della fisica. Nel suo libro più famoso "Dal Big Bang ai buchi neri", l'astrofisico aveva cercato di spiegare che cosa accadeva "prima" del Big Bang, ossia prima che nascesse il tempo, lasciando il quesito irrisolto. Ma nella sua nuova opera, intitolata "The Grand Design" (Il Progetto Grandioso), scritta insieme al fisico americano Leonard Mlodinow, lo scienziato offre la risposta: anzichè essere un evento improbabile, spiegabile soltanto con un intervento divino, il Big Bang fu "una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica". Afferma Hawking: "Poichè esiste una legge come la gravità, l'universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui c'è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l'universo, per cui esistiamo noi". Nel libro, lo studioso predice inoltre che la fisica è vicina a formulare "una teoria del tutto", una serie di equazioni che potranno interamente spiegare le proprietà della natura. E' inutile, quindi, "chiamare in causa Dio per fargli toccare il cielo e fargli caricare la molla del meccanismo dell'Universo".
Se il grande astrofisico Hawking ricordasse un pò di filosofia classica, comprenderebbe che il vero problema non è la spiegazione dell'origine dell'Universo e della vita, bensì il suo significato.
Gli esseri umani che possiedono il "lume della ragione", si chiedono qual'è il significato dell'Universo, perchè c'è il Tutto e non il Nulla, perchè ci sono la vita e la morte, il Bene ed il Male. Si chiedono, infine, perchè del male all'uomo giusto.
Stephen Hawking è costretto a vivere su una sedia a rotelle ed è completamente paralizzato: parla unicamente grazie alla tecnologia. Ma la scienza medica non gli dirà mai perchè proprio lui è stato colpito dal male. Forse Hawking, come il biblico personaggio Giobbe, avrà domandato a Dio il perchè del male ad un giusto. In questa ultima opera "Il Progetto Grandioso", Hawking ricorda la scoperta, nel 1992, di un pianeta che orbita intorno ad una stella simile alla Terra intorno al Sole. Ciò confermerebbe, a suo giudizio, che il caso terrestre non è unico. Ora, considerando che è altamente probabile che non solo esistano altri pianeti simili alla Terra ma addirittura altri (e forse infiniti) universi, Hawking si chiede: se Dio avesse voluto creare l'Universo allo scopo di creare l'uomo (o comunque esseri intelligenti, anche se disseminati su altri pianeti di altre galassie o universi), che senso avrebbe avuto aggiungere tutto il resto? Questo è il punto: qual'è il significato dell'Universo, dell'uomo? La ricerca scientifica cerca di "evitare" quel fastidioso, scientificamente inopportuno significato. Ma finchè esisterà l'uomo che ha il "lume della ragione" non rinuncerà a domandarsi il significato della vita e della morte, del male e della bellezza.
Cerchiamo adesso di conciliare il ragionamento scientifico con quello della pura fede arrivando a comprendere come non si possa fare a meno di un intervento di un Divino Progettista per far sì che l'Universo acquisisca significato.
In secoli recenti, astronomi che scrutavano il cielo con rudimentali telescopi notarono delle formazioni nebulose, dai contorni indistinti. Pensarono che si trattasse di nubi di gas a noi vicine. Ma negli anni '20, con l'entrata in funzione di telescopi più grandi e più potenti, si scoprì che questi "gas" erano qualcosa di molto più vasto ed interessante: galassie.
Le galassie sono enormi raggruppamenti di stelle, gas ed altre sostanze che ruotano attorno ad un nucleo centrale. Prendiamo come esempio la galassia in cui viviamo, la Via Lattea. Il nostro Sistema Solare, cioè il Sole, la Terra e gli altri pianeti con le relative lune, appartiene a questa galassia. Ma ne è soltanto una microscopica parte, perchè la nostra galassia, la Via Lattea, contiene più di 100 miliardi di stelle! Secondo alcuni scienziati questo numero dovrebbe essere almeno di 200-400 miliardi di stelle. (Immaginiamo tale numero di stelle per ognuna delle miliardi di galassie che esistono...) Il diametro della nostra galassia è tale che, viaggiando alla velocità della luce (circa 300.000 Km al secondo), ci vorrebbero 100.000 anni per attraversarla! La nostra galassia, quindi, ha un diametro di circa 960 milioni di miliardi di Km! Pare che la distanza media fra le stelle della galassia sia all'incirca di 6 anni luce, ovvero di circa 58.000 miliardi di Km. Ma la nostra galassia non è che l'inizio di ciò che si trova nello spazio! Sono state individuate così tante galassie che si ritiene "siano comuni come i fili d'erba in un prato". Nell'universo osservabile si trovano circa 10 miliardi di galassie! Ma ce ne sono moltissime altre che si trovano al di là della portata dei telescopi attuali. Alcuni astronomi calcolano che nell'universo vi siano almeno 100 miliardi di galassie, ed ogni galassia può contenere centinaia di miliardi di stelle! Queste imponenti galassie di solito sono disposte raggruppate in "ammassi" ben definiti, come acini in un grappolo d'uva. Alcuni ammassi contengono un numero relativamente limitato di galassie. Altri ammassi di galassie sono costituiti da diverse decine, centinaia o addirittura migliaia di galassie. La distanza media fra le galassie all'interno di un ammasso può arrivare a circa 1 milione di anni luce. Ma la distanza fra un ammasso di galassie e l'altro può essere cento volte maggiore. E si ha addirittura motivo di pensare che gli ammassi stessi siano disposti in "superammassi", come i grappoli d'uva su una vite. Che immense proporzioni e che splendida organizzazione!
Venendo al nostro Sistema Solare, troviamo un altro splendido esempio di organizzazione. Il Sole, che è una stella di medie dimensioni, è il "nucleo" intorno al quale ruotano secondo orbite ben precise la Terra e gli altri pianeti con le relative lune. Anno dopo anno, ruotano con una precisione matematica tale che gli astronomi possono predire con accuratezza dove si troveranno in un qualsiasi tempo futuro.
Dando un'occhiata all'infinitamente piccolo, vi troviamo la stessa precisione. L'atomo è una meraviglia di estrema perfezione simile all'ordine del Sistema Solare. Si compone di un nucleo in cui si trovano particelle chiamate protoni e neutroni, circondato da una "nube" di elettroni orbitanti. Tutta la materia è fatta di questi "mattoni" da costruzione. Ciò che fa differire una sostanza dall'altra è la quantità di protoni e neutroni presenti nel nucleo e la quantità e la disposizione degli elettroni che vi girano intorno. Tutto questo con un ordine così perfetto che tutti gli elementi costitutivi della materia possono essere disposti in regolare successione secondo il numero di "mattoni" di cui si compongono.
Le dimensioni dell'universo sono davvero sbalorditive e lo stesso può dirsi del modo meraviglioso in cui è organizzato. Dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo, dagli ammassi di galassie agli atomi, alle stringhe vibranti alle quali ad ogni vibrazione, quindi frequenza, corrisponde una determinata particella di materia (fermione, come l'elettrone, il protone ed il neutrone) o di forza (bosone, come il fotone, il gravitone o il gluone), l'universo è caratterizzato da una superba organizzazione. L'ex astronauta John Glenn menzionò "l'ordine dell'intero universo" ed il fatto che le galassie "viaggiano in orbite prestabilite l'una rispetto all'altra". Dopo di che chiese: "Può essere avvenuto tutto per caso, per un colpo di fortuna? E' stato un evento accidentale che un insieme di relitti galleggianti abbia improvvisamente cominciato a stabilire queste orbite di propria iniziativa?" Glenn concluse: "Non posso crederci...Qualche "Forza" deve aver messo tutto questo in orbita e ve lo mantiene". In effetti l'Universo è organizzato con tale precisione che l'uomo può basarsi sui corpi celesti per calcolare il tempo. Ma qualsiasi cronometro di precisione è ovviamente opera di una mente sistematica dotata della capacità di progettare. Una mente sistematica in grado di progettare non può esistere se non in un essere intelligente. Che dire allora della struttura e della precisione assai più complesse che caratterizzano l'intero Universo? Non indicherebbe anche questo l'esistenza di un Progettista, di un Costruttore, di una Mente, di un'Intelligenza? Un'organizzazione straordinaria richiede un Organizzatore Straordinario. Tutta l'esperienza acquisita ci insegna che ogni cosa organizzata deve aver avuto un organizzatore. Ogni macchina, computer, edificio, o anche soltanto una matita od un foglio di carta, è il prodotto di un costruttore, di un organizzatore. L'assai più complessa e strabiliante organizzazione dell'Universo deve aver logicamente richiesto anch'essa un Organizzatore.
Inoltre, l'intero Universo, dalle stringhe vibranti alle galassie, è governato da precise leggi fisiche. Per mettere in orbita un missile bisogna rispettare le leggi del moto e della gravità. Queste leggi presuppongono un Legislatore. Le immense proporzioni, la precisione e le leggi esistenti in tutto l'Universo non avrebbero mai potuto verificarsi per puro caso: tutte queste cose sono da attribuirsi ad una Mente Superiore.
Le leggi universali governano la materia esistente. Ma da dove è venuta la materia? Nel suo libro Cosmo, Carl Sagan afferma: "All'inizio dell'Universo non esistevano galassie, stelle o pianeti, vita o civiltà". Sagan definisce il "passaggio" da quello stato all'universo attuale "la più imponente trasformazione di massa ed energia che abbiamo avuto il privilegio di vedere". Ecco la "chiave" per comprendere come può essere venuto all'esistenza l'Universo: dev'esserci stata una "trasformazione di energia e materia". Questa relazione fu dimostrata dalla famosa formula di Einstein, E = mc^2 (energia uguale a massa per velocità della luce al quadrato) e molto di recente dalla relazione Palumbo-Nardelli che mette in corriaspondenza biunivoca l'azione di stringa bosonica e quella di superstringa, quindi dai bosoni, cioè dall'energia, si sono creati i fermioni, cioè la massa, e viceversa. La formula di Einstein dimostra fra l'altro che la materia si può ottenere dall'energia, così come dalla materia si può produrre un'enorme quantità di energia. L'astrofisico Josip Kleczek afferma: "La maggioranza e forse tutte le particelle elementari possono essere create dalla materializzazione dell'energia". L'evidenza scientifica indica quindi che una fonte di energia illimitata sarebbe in possesso della materia prima per creare la "sostanza" dell'Universo. Il profeta Isaia nella Bibbia fa notare che questa fonte di energia è un'intelligenza vivente dotata di personalità, quando dice: "Levate in alto i vostri occhi e guardate: chi ha creato quegli astri? Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito e li chiama tutti per nome; per la sua onnipotenza ed il vigore della sua forza non ne manca alcuno" (questo con riferimento alle cose o corpi celesti). Quindi, dal punto di vista biblico, dietro l'evento descritto nella Genesi 1:1, cioè: "In principio Dio creò il Cielo e la Terra", c'era questa fonte di energia illimitata.
In genere oggi gli scienziati riconoscono che l'Universo ha avuto effettivamente un principio. Fra le principali teorie con cui si cerca di spiegare questo inizio vi è quella cosiddetta del "Big Bang" (grande esplosione), quello, secondo la quasi totalità dei cosmologi, fu veramente il momento della Creazione. Ma, come ha ammesso l'astrofisico John Gribbin, sebbene gli scienziati "affermino in gran maggioranza di poter descrivere nei minimi dettagli" ciò che accadde dopo quel "momento", ciò che determinò "l'istante della creazione rimane un mistero".
Una semplice "esplosione" non può quindi aver creato il nostro maestoso Universo con la sua struttura le sue leggi ed il suo ordine straordinari. Solo un potente Organizzatore e Legislatore poteva "guidare" le poderose forze all'opera in modo tale che ne derivassero un'organizzazione e delle leggi così meravigliose. L'evidenza scientifica e la ragione forniscono quindi un solido sostegno alla seguente dichiarazione biblica: "I cieli narrano la gloria di Dio, e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento". - Salmi 19:2
Altra cosa che deve far riflettere inerente il Big Bang è la seguente. Il Big Bang originale fu tutt'altro che simmetrico. All'istante della creazione vi fu una piccolissima rottura di simmetria tra la materia e l'antimateria che portò la prima a dominare sulla seconda e rese possibile l'esistenza dell'Universo che ci circonda. Se l'Universo nacque dal "nulla", certamente questo "nulla" non era perfettamente vuoto ma aveva in sè una piccola dose di "rottura di simmetria" che ha portato alla prevalenza attuale della materia sull'antimateria. L'origine di questa "rottura di simmetria" non è ancora stata capita dalla scienza, ma, se riflettiamo per un attimo comprendiamo facilmente la Grande Intelligenza che è dietro questa "rottura" e che ha permesso all'Universo di evolversi secondo quanto noi vediamo e sappiamo.
Riguardo al "nulla creativo", anche il fisico Gabici afferma: "La «meccanica quantistica», infatti, e in particolare il «principio di indeterminazione» di Heisenberg, ammette l’apparizione dal nulla di piccole quantità di energia (si parla di «fluttuazioni») e pertanto anche il nostro universo potrebbe essere nato proprio da una fluttuazione, che è pur sempre un ammettere una sorta di «fiat lux». L’unico «buco» nella spiegazione cosmologica, è l’intervallo di tempo che va dall’istante zero a un tempo valutato in «10 alla meno 43». Eppure in quell’intervallo è avvenuta la nascita del nostro universo. La vogliamo chiamare «creazione»? E prima cosa c’era? Il nulla. Ma questo «nulla» è proprio un nulla o un qualcosa di più complesso? Evidentemente deve essere qualcosa di più complesso se è vero che dal nulla possono verificarsi queste «fluttuazioni»". Io credo che il "nulla", il "vuoto perturbativo di stringa" sia "intelligente" e l'intelligenza sia quella Cosmica, da identificarsi quindi con il Creatore dell'Universo. Ma perchè l'Universo ha avuto origine, perchè vi è il "tutto" invece del "niente"?
Bellissimi e da far riflettere anche questi versi presi dal Libro del Siracide (Bibbia) 42:22-25 "Quanto sono amabili tutte le Sue opere! E appena una scintilla se ne può osservare. Tutte queste cose vivono e resteranno per sempre in tutte le circostanze e tutte gli obbediscono. Tutte sono a coppia, una di fronte all'altra (materia e antimateria, particella e antiparticella, positivo e negativo, buco nero e buco bianco, bene e male, etc...), Egli non ha fatto nulla di incompleto. L'una conferma i pregi dell'altra, chi si sazierà nel contemplare la Sua gloria?"
Concludiamo questo articolo con la seguente affermazione: "Il perchè della creazione dell'Universo risiede in un atto di puro amore da parte del Creatore. Come ognuno di noi è nato da un atto d'amore, così Dio che è senza attributi e che è Padre e Madre, ha creato l'Universo e la stupenda trama del Cosmo da un atto d'amore che poi si traduce nell'Intelligent Design".
Michele Nardelli


2 commenti:

  1. Penso sia più semplice la questio:"Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma!" Saluti da Salvatore.

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  2. Sì ma ciò che è materia per venire all'esistenza occorre un "IMMANE" (credo che come aggettivo sia ancora riduttivo....) Fonte di energia.....
    Provate a trovarla dal "nulla".... E per di più questa energia deve nello stesso tempo essere esattamente ben regolata....
    Il nulla ?.....
    Il nulla non può assolutamente avere queste caratteristiche...pperchè semplicemente il nulla è inesistenza..
    Resta quindi la domanda più importante:
    "PERCHÉ ESISTE QUALCOSA ANZICHÉ IL NULLA ?"......
    Se si toglie un Progettista per trovare una risposta è un continuo arrampicarsi sugli specchi....è di fisici, anche cosiddetti "importanti" ne vediamo parecchi su questi specchi....

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