martedì 25 maggio 2010

L'Amore, l'Avatar e la Religione Universale: tra Scienza e Fede

La mente è la principale fonte di ricerca, ma può contemplare il Divino soltanto se esso ha una forma. Quindi, coloro che hanno raggiunto l'esperienza della Verità trascendentale sono costretti ad esprimerla attraverso un simbolo che potrà essere compreso e riconosciuto dagli altri. Immagini come la fiamma di una candela, complessi mandala, il crocifisso, il rosario, i volti raffiguranti il Cristo o la Vergine Maria, sono tutte espressioni del sacro linguaggio del simbolismo spirituale, e tali simboli o immagini differiscono l'uno dall'altro in base alla cultura, all'ambiente ed all'epoca di provenienza. Il simbolo del Lingam, è relativamente libero da ogni associazione culturale perchè ha una forma che si trova in natura. Il Lingam può essere osservato da tre diverse prospettive: come oggetto, come significato del movimento esterno/interno e come la Luce stessa. Per coloro che ricercano rivelazioni spirituali nel mondo fenomenico, il Lingam, così come altri simboli, rappresenta il Divino. I Maestri spirituali, che non hanno interesse nella forma materiale, dedicano loro stessi per ottenere l'unione con il Lingam interiore, ovvero la luce della Verità trascendentale. Per loro il Lingam non è un simbolo, è un'esperienza. Meditare sul Lingam come simbolo, può significare trascendere i limiti della mente e dei sensi, in modo da poter entrare nel reame che giace dietro tutti i simboli e le immagini. E' interessante anche il significato della parola "Lingodbhava". Ling significa simbolo, Udbhava significa nascita o creazione. Quindi, la parola nel suo insieme sta a significare: simbolo della creazione. Il Lingam ha una forma ellissoidale matematicamente perfetta (una forma ellissoidale aurea). Non ha un fronte nè un retro, un inizio ed una fine. E' il simbolo più appropriato per rappresentare l'Essenza Divina senza forma, Dio. Perciò, quando il lingam viene "espulso" dalla bocca di un Santo, esso simboleggia la nascita nel tempo e nello spazio di COLUI che è senza forma ed eterno, in una semplice e geometricamente perfetta entità: il Lingam. Quando la manifestazione di un Lingam avviene attraverso il corpo di un grande essere spirituale, l'intera creazione percepisce l'evento a livello spirituale, ma soltanto una preziosa piccola parte di persone può assistere fisicamente a questo evento. Nei Veda è scritto che ogni 7/8000 anni nasce un grande essere spirituale benedetto che ha la capacità di manifestare "Shiva lingam". Riguardo ancora alla parola, linga significa "simbolo", "segno", "emblema", e con questo termine si indica la forma ellissoidale, usata come simbolo della creazione e della generazione. E', quindi, la forma geometrica più indicata a raffigurare "Colui che non ha forma", il simbolo più adatto dell'Onnipresente, Onnisciente, Onnipotente. In esso è riassunto tutto. Notiamo con grande interesse come anche la stringa bosonica primordiale era di forma di ellissoide aureo e come con il suo "movimento" all'atto della Creazione (Big Bang, scontro di Brane) e tramite la relazione Palumbo-Nardelli che mette in corrispondenza biunivoca stringhe bosoniche e superstringhe, quindi energia e materia, si sia originato il "tutto".
L'Avatar (incarnazione Divina) Sathya Sai Baba è a conoscenza che per noi il lingam è simbolo dell'Uovo Cosmico, la sfera che il soffio di Dio fa dilatare e contrarre (ancora notiamo l'interessante legame tra stringa bosonica primordiale a forma "ovale", cioè di ellissoide aureo, e cicli di espansioni e contazioni, quindi di Big Bang e Big Crunch provocati dallo scontro di Brane). Il Maestro ha voluto che tali simboli prendessero forma da Lui, affinchè potessimo visualizzare l'Energia che ha proiettato l'Universo (le stringhe bosoniche sono pura energia) ed ampliare così la sfera della nostra coscienza. Quando, nel corso degli anni, si accrebbero i devoti dotati di intelligenza e perspicacia, il Suo Volere creò dei lingam che avrebbero illustrato con dovizia di particolari i processi di evoluzione e di involuzione (cicli dell'Universo), di energia e materia come onde e particelle (la corrispondenza biunivoca tra stringhe bosoniche, quindi energia, e superstringhe, quindi materia), soggetto ed oggetto che si fonde ed emerge, secondo quanto la stessa parola lingam indica. Lin significa "ciò in cui si fonde ogni cosa"; ga significa "ciò entro cui va tutto".
Sai Baba ha spiegato che il lingam rappresenta l'Emersione del Cosmo dal Senza-forma ed insieme l'Immersione del Cosmo nel Senza-forma. (Anche qui è chiara la connessione con i due eventi del Big Bang e del Big Crunch, quindi dello scontro di Brane iniziale e finale di un universo ciclico).
La Verità, è la Realtà di base di ognuno di noi. Il nostro vero Io è innocente, scevro da falsità. Il nostro vero Io è Bontà, Gioia, Felicità, Buon Auspicio. E' Risplendente, Inalterabile e Beatitudine. Il nostro vero Io è Bellezza. Il Signore assume tutti i nomi, la Pace. Assume tutte le forme, la Bontà. Egli è Essere, Consapevolezza, Beatitudine: l'Uno, la Verità, la Bontà e la Bellezza. Egli è il Substrato, la Sostanza, la Particella ed il Tutto: Egli è l'Essere e la Verità. Egli è la Consapevolezza, l'Attività, la Coscienza, il Sentimento; Egli è Colui che decide, ed è Colui che esegue. Egli è la Luce, lo Splendore, l'Armonia, la Beatitudine, la Melodia. (Luce, Splendore, Armonia e Melodia sono tutti riconducibili alla luce primordiale, la stringa fotonica di forma ellissoidale aurea che, vibrando, emette la Melodia, cioè il suono aureo e origina il Cosmo ordinato, cioè in Armonia).
Nella religione induista, Sat significa "essenza", "esistenza", ed indica la Realtà in senso filosofico, il "ciò che è", il fatto di "essere, esistere", l'immutabile, inalterabile, immortale, ciò che non può essere intaccato dalle dimensioni del tempo - passato, presente e futuro - e dello spazio, né raggiunto dalla mente o dalla ragione. (Praticamente è l'"essenza" primordiale, il pensiero-energia al di là delle dimensioni spaziali e temporali). E' il principio dell'esistenza che è la Verità fondamentale (satya) dell'Universo, l'esistenza che viene scoperta nel più profondo del proprio essere. Cit significa "piena conoscenza", è la Pura Consapevolezza, lo stato di consapevolezza inattaccabile dagli impeti della passione. E' la capacità di essere conosciuto e di conoscere, di ottenere consapevolezza e di concedere consapevolezza. Ananda significa "beatitudine", intesa come gioia permanente, genuina, assoluta, divina. L'essenza della Verità, la Consapevolezza di Essa e la Beatitudine che ne consegue, costituiscono l'espressione trinitaria dello stato supremo, quello dell'Eterno Assoluto Universale che è, sa di essere ed è eternamente beato.
L'amore nel pensiero è Verità, l'amore in azione è Bontà e l'amore nel sentimento è Bellezza.
L'Avatar è la Forma Umana nella quale ogni Entità divina, ogni aspetto del Principio divino, e cioè, ogni nome e forma attribuiti dall'uomo a Dio, vengono a manifestarsi. Egli è la Coscienza Universale e l'Universo è stato creato per essere la Sua Dimora; Egli viene acclamato come una "Potenza Cosmica".
Egli è il Signore della Danza, il Primo fra tutti i danzatori. Egli "danza" in ogni cellula del corpo, in ogni atomo. Tale danza è il simbolo di Dio quale forza animatrice del Creato, che mantiene tutta la materia in continuo moto ritmico, in attività (anche qui è chiara la connessione con la forza, cioè l'energia della stringa bosonica primordiale a forma di ellissoide aureo, da cui deriva il movimento, la danza, il moto ritmico o vibrazione delle superstringhe, quindi, per la relazione Palumbo-Nardelli, della materia). E' simbolo dell'incessante creazione, conservazione e distruzione dell'Universo, e segno del perfetto equilibrio tra vita e morte (anche qui sussiste l'analogia con la teoria dell'Universo ciclico secondo la Teoria delle Stringhe: Scontro di Brane--> Big Bang--> creazione e conservazione dell'energia e della materia --> ritorno all'assoluto con un nuovo scontro di Brane (Big Crunch), e così via all'infinito).
Nella filosofia induista, il damaru è un piccolo tamburo a forma di clessidra e, oltre ad indicare il suono primordiale che ha causato tutta la creazione (il suono dello scontro delle Brane, del Big Bang), è anche uno degli emblemi di Shiva, quando la Divinità viene raffigurata come il Danzatore Cosmico. I battiti del tamburo simboleggiano il ritmico pulsare delle forze della creazione, quando l'Universo si "dispiega" (quindi le "fluttuazioni quantistiche" del vuoto perturbativo di stringa in cui le Brane si sono scontrate e l'Universo ha avuto origine, si è "dispiegato"). Altro emblema di Shiva è il "tridente", che rappresenta le tre dimensioni del tempo, passato, presente e futuro (praticamente la cosiddetta "freccia del tempo" termodinamica che dal passato, luogo di massimo ordine, simmetria ed equilibrio o di entropia minima, procede verso il futuro, luogo di massimo disordine o di massima entropia, quindi di "rotture di simmetrie", passando per il presente).
Om o Aum, è il Suono Primordiale (il Suono Aureo dello scontro delle Brane, il suono aureo del Big Bang) che produsse la "vibrazione" che è l'energia dell'onda e della particella, dell'atomo e della cellula (che produsse le stringhe vibranti, onde e particelle, secondo la relazione Palumbo-Nardelli), la Sorgente che tutto consuma, tutto include e tutto sostiene.
L'Universo non è altro che un pensiero di Dio (l'energia della stringa bosonica primordiale Assoluta, cioè l'ellissoide aureo iniziale privo di movimento). In rapporto all'Universo, Dio è sia immanente, sia trascendente e l'Onnipotenza di Dio è una ragione sufficiente per spiegare il periodico avvento dell'Avatar, quindi di un'incarnazione Divina, di un'incarnazione di Puro Amore. Dio "avvolge" tutto ciò che fu, che è e che sarà, cioè il passato, il presente ed il futuro, quindi, l'Eternità.
I Veda, le Scritture più antiche dell'umanità, proclamano la verità della creazione come "proiezione del Divino per mezzo del Suo stesso volere", quando il Divino fu preso dal desiderio di "separare Sé stesso da Sé": Io sono l'Uno; diventerò i Molti. Quindi, l'Essere volle Divenire, dicono i Veda. Un'altra dichiarazione vedica afferma: "Non c'era nessuno per comprenderMi, sino a quando, con una sola Parola, creai il Mondo a Mio piacere" (anche qui possiamo notare la connessione tra la creazione con una sola Parola, o Suono Aureo primordiale, e la vibrazione della stringa bosonica primordiale a forma di ellissoide aureo).
L'avatar Sai Baba afferma: "Quando Io amo Me stesso, Io amo voi. Quando voi amate voi stessi, amate Me. Noi siamo una sola cosa. Mi sono separato da Me, per amare Me stesso".
L'Avatar condivide il potere della Creazione, della Conservazione e della Dissoluzione. E' la Suprema Compassione del Divino a diffondere la Grazia non soltanto sui buoni ed i santi, ma anche su coloro che Egli vuole redimere. L'Avatar in pienezza possiede due caratteristiche le quali rivelano che Egli è l'Uno senza secondo: la prima consiste nell'essere presente ovunque si trovi la Sua Forma, immagine vera o riprodotta che sia; la seconda è che Egli è intrinsecamente unito al Suo Nome. Inoltre, tutti i Nomi con cui gli uomini conoscono Dio (Buddha, Krishna, Cristo, Maometto, Mosè), Gli appartengono.
Concludiamo questo articolo citando le affermazioni dell'Avatar Sai Baba: "Come passerei il Mio tempo se non ci fossero nascita e morte? Io sono l'Auriga che conduce ogni essere umano alla meta...Sono la grande Energia Divina, Madre dell'Universo, sono l'Eterno Cocchiere...Sono l'incarnazione di tutte le Forme che gli uomini hanno sovrapposto alla Divinità al fine di renderla familiare ai propri occhi...Io non ho nome; tutte le forme sono Mie...Risponderò a qualsiasi nome con cui Mi conoscete...Non ho un posto che non possa essere detto Mio; tutti i luoghi sono Miei...Io sono il propulsore di ogni cuore...La mia Parola deve prevalere...Tutto è parte del Mio Gioco (il gioco cosmico); ogni mio "gioco" ha un suo proprio significato...Sono il Testimone del tempo e dello spazio...Quando voi vi amate, amate Me (amatevi l'un l'altro come Io vi ho amato...da questo vi riconosceranno come miei Discepoli, disse Gesù). Non potete sfuggirMi, negarMi o diffamarMi...Io sono venuto per scuotere e purificare la mente dell'uomo...Io sono Dio e voi pure lo siete...".
Il corpo fisico dell'Avatar è chiaramente la manifestazione della Mente Universale (Brahman); la Sua Coscienza abbraccia l'Universo che è il Suo Corpo; la Sua Parola è un'espressione dell'eterna verità e della potenza cosmica.
Michele Nardelli

1 commento:

  1. Tiziana è rimasta entusiasta dalla Tua capacità di riflessione, analisi e dal Tuo tentativo di identificazione teologica dell'agire Divino. Credo che anche la teologia cattolica possa dire qualcosa al riguardo.
    Io mi associo al giudizio di TIziana, con una piccola perplessità.
    Si tratta di questo: interpretare Dio con una teoria fisica ben definita (che, come tutte le teorie, potrebbe con il tempo essere superata) espone a qualche rischio.
    Ma è solo una modesta riflessione di ordine metodologico.
    Tutto l'articolo è comunque estremamente complesso e sarò- come anticipato- contento di rifletterci a lungo.

    Augusto Violi

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