domenica 21 marzo 2010

Su alcuni concetti inerenti Scienza e Fede

Essere salvati significa essere liberati dalla coscienza dell'ego, comprendendo che Dio è la sola, unica ed eterna Verità: l'unica realtà dietro ogni azione, pensiero e sentimento di tutti gli esseri e di tutti gli oggetti "apparentemente inanimati" nell'Universo. Il nostro piccole sé egoico sarà con noi fino a quando finalmente abbatteremo le mura di cinta delle nostre autodefinizioni limitanti ed espanderemo la nostra coscienza per divenire una cosa sola con l'eterna, vera Fonte di tutti gli esseri, cioè Dio, lo Spirito Supremo: Sempre esistente, Sempre cosciente, Sempre nuova Beatitudine. (Infinito, Onnisciente ed Eterna Beatitudine, così come l'Universo ciclico ed il vuoto perturbativo di stringa antecedente la Creazione materiale).
Nella libertà eterna, come è stato già detto, la nostra autoconsapevolezza non è mai perduta: viene soltanto espansa all'infinito, fino all'unione con lo Spirito Cosmico. In Dio, nulla è perduto. Sebbene l'ego si dissolva nell'Infinito, rimane sempre nell'onniscienza la memoria di quel particolare individuo che è vissuto per molte vite come il mio ego limitato, o come quello di qualcun altro.
Quando Gesù parlava del "figlio dell'uomo" - disse il Maestro Yogananda - si riferiva al suo sé umano: al suo corpo, alla sua personalità, al suo senso dell'io egoico. Quando parlava del "Figlio di Dio", si riferiva al Cristo, all' "unto di Dio", all' "Unico Riflesso dello Spirito Supremo nella creazione": la Coscienza Cristica. (Tale riflesso, cioè la Coscienza Cristica, è insito in ogni parte del Multiverso dall'infinitamente piccolo, come in una stringa quantistica, all'infinitamente grande come in un superammasso di galassie, o in un intera "fetta" di Multiverso).
L'oceano dello Spirito Supremo (il vuoto perturbativo di stringa) ha creato un movimento sulla sua superficie. Quel movimento (identificabile anche come il movimento vibratorio della stringa ellissoidale aurea primordiale) può essere descritto come la tempesta dell' "illusione cosmica", che ha sollevato le onde della dualità o vibrazione cosmica (le fluttuazioni di stringa della schiuma quantistica, o schiuma di Planck), che è l'AUM, cioè lo Spirito Santo (il "suono aureo" del Big Bang), ed ha reso possibile la comparsa di tutto ciò che esiste. (Per mezzo della relazione Palumbo-Nardelli che mette in corrispondenza biunivoca le stringhe bosoniche con quelle fermioniche, quindi l'energia con la massa). Dalle profondità dell'anima di ogni uomo, la grazia di Dio lo chiama incessantemente perchè ritorni allo stato di unione con l'Oceano Infinito. (Il nostro vero "io" è fatto non di materia fermionica, bensì bosonica. Ecco perchè una volta "riunitici" all'Oceano Infinito, saremo "come Lui" e lo vedremo "così come Egli è").
Dal punto di vista puramente filosofico, il "male cosciente" rappresenta la forza creatrice che fluisce all'esterno e che rende manifesto lo Spirito Invisibile. L'AUM ha due aspetti, il primo dei quali è il Suono Cosmico interiore che si ode nella meditazione profonda. Questo aspetto dell'AUM è conosciuto come "pura vibrazione". (Quindi dalla "pura vibrazione" della stringa ellissoidale aurea primordiale è seguito il Suono Cosmico, cioè il Suono Aureo del Big Bang creativo). Madre Natura attira verso l'interno e riporta a Sé le anime che amano Dio e che vengono elevate dall'ispirante e crescente potere magnetico della grazia divina.
Dio, avendo "messo in movimento" una parte della coscienza divina (la stringa ellissoidale aurea primordiale), ha dovuto creare, insieme a quella manifestazione cosmica, un impeto o volontà cosciente di continuare all'inifinito il movimento verso l'esterno. Il Maestro Yogananda ha paragonato la creazione alle onde dell'oceano. (E questo paragone è strettamente connesso con il vuoto perturbativo di stringa "creativo"). Le onde alte sono quelle che si lasciano maggiormente agitare ed influenzare dalle grandi tempeste dell'illusione. Le onde basse rappresentano la coscienza dei santi, i quali, nella loro umiltà, preferiscono vivere vicino a Dio, riconoscendo nel Suo potere l'unica fonte della propria esistenza. Le onde alte, invece, si spingono il più lontano possibile dalla superficie dell'oceano e sono più sensibili al proprio potere egoico interiore, che si solleva, con la tempesta, in un'orgogliosa competizione con gli altri. Il potere cosciente dell'illusione è la tempesta stessa, che sferza intenzionalmente le onde sulla superficie dell'oceano. Quella forza è necessaria anche per far continuare "lo spettacolo", altrimenti tutte le cose si immergerebbero nuovamente nell'unità dello Spirito. (le onde sferzate dalla tempesta della schiuma quantistica o vuoto perturbativo di stringa, sono condizione necessaria e sufficiente per l'esistenza stessa del Multiverso. Senza "movimento quantistico frenetico" ci sarebbe l'Assoluto, la Calma Eterna della Perfetta Beatitudine). Quindi, il bene ed il male esistono solo nel regno dell'illusione cosmica, o dualità. Dio è "al di là" di entrambi.
La scienza si sta orientando sempre più verso la comprensione che la coscienza è l'essenza implicita di ogni cosa. Questa verità fondamentale è la chiave per comprendere correttamente tutti gli insegnamenti di Cristo: ogni cosa manifesta la coscienza di Dio.
Adesso analizziamo questo brano tratto dal libro della Genesi. "Dio disse: "Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque". Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo." (Gn 1, 6 - 8). Che cosa si intende con la parola firmamento? Il Maestro Yogananda ha spiegato che significa lo spazio, che è - così ha detto - una vera e propria vibrazione che separa i regni materiali da quelli astrali. (Anche qui notiamo come anche lo "spazio" sia inteso come una "realtà vibratoria". Difatti il nostro spazio-tempo è possibile rappresentarlo con una D-brana, una brana di Dirichlet, in cui poggiano le stringhe bosoniche e fermioniche vibranti).
Adesso analizziamo i seguenti passi del Vangelo secondo Giovanni. "In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio ed il Verbo era Dio" (Gv 1,1). Il Verbo si riferisce alla Vibrazione Cosmica, che fa parte della Trinità Eterna ed è quindi un aspetto di Dio. Il "Verbo" di Dio è la vibrazione del Suo pensiero. Quel pensiero, attraverso la Vibrazione Sacra, ha prodotto il vasto universo.(Anche qui notiamo come la vibrazione del "pensiero di Dio" sia identificabile con la stringa bosonica primordiale a forma di ellissoide aureo che, vibrando, tramite la relazione Palumbo-Nardelli, ha prodotto l'Universo). Lo Spirito Infinito ha sognato la creazione, manifestandola; lo ha fatto mettendo in movimento quella Vibrazione Cosmica sulla superficie della Sua coscienza. Ovunque vi sia vibrazione c'è anche movimento, poichè la vibrazione è un movimento in direzioni opposte a partire da uno stato di riposo nel centro. In questo modo la Vibrazione Cosmica ha prodotto la dualità. Come le onde dell'oceano si sollevano e ricadono, senza modificare minimamente il livello globale delle acque, così, parlando in senso figurato, si può dire che allo stesso modo le onde della Vibrazione Cosmica si sollevano e ricadono sopra e sotto lo stato di riposo assoluto che esiste tra loro, nello Spirito Supremo. La loro vera realtà, che è interiore, non è quel movimento duale, ma lo stato di riposo al centro. (Quindi, la vera realtà delle stringhe è la stringa bosonica iniziale a forma di ellissoide aureo in stato di quiete). La vibrazione si manifesta all'esterno soprattutto in due modi: come suono e come luce (suono, corrispondente a frequenze auree e luce, corrispondente ad onde elettromagnetiche, cioè fotoni, quindi stringhe bosoniche). Nel primo capitolo della Genesi leggiamo: "Dio Disse: "Sia la luce!". E la luce fu". Giovanni, invece, descrive la sacra vibrazione come il "Verbo", in altre parole come suono. Giovanni prosegue dicendo: "Tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste". Dall'AUM, lo Spirito Santo, sono state manifestate tutte le cose. (Quindi, dal suono aureo del Big Bang, o, in termini di cosmologia delle stringhe, dal suono aureo dello scontro tra Brane, si è manifestato il Multiverso, e, conseguentemente, tutte le cose). "In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini". La vita umana, come pure la coscienza dell'uomo, emanano dalla Vibrazione Cosmica: il Verbo, o Spirito Santo. Noi dobbiamo la nostra esistenza individuale a quella vibrazione.
Dio ha sognato tutte le cose a partire dalla Sua vasta coscienza, dando loro una sembianza di realtà. La sua opera creativa inizia al centro di ogni punto dell'esistenza manifesta. Si espande verso l'esterno da quel punto in ogni cosa vivente, fino alla sua completa manifestazione. Non esiste nulla, in definitiva, tranne la coscienza. La consapevolezza, latente in tutte le cose, diviene sempre più distinta via via che l'evoluzione si sviluppa verso l'alto. Indipendentemente dalla forma che assume, la coscienza è il vero criterio dell'evoluzione. L'evoluzione superiore dipende dal graduale emergere dell'anima in una consapevolezza chiara ed intelligente. L'apice dell'evoluzione materiale viene raggiunto quando la vita esprime finalmente l'autoconsapevolezza. Il "Figlio di Dio", come ha dichiarato il Maestro Yogananda, non è Gesù l'uomo, ma l'infinita Coscienza Cristica, che dimorava coscientemente in lui: il riflesso non solo nel suo corpo, ma in ogni atomo della creazione, dello Spirito onnipresente ed eternamente immobile dietro tutta la vibrazione (la stringa bosonica iniziale a forma di ellissoide aureo nel suo stato di quiete, prima della "vibrazione" che ha dato origine al Multiverso).
Quindi: non esiste nulla all'infuori dello Spirito. Ogni cosa creata è soltanto un'apparenza, manifestata dalla Coscienza Divina.
Cristo è eternamente il Figlio di Dio. Quella manifestazione di Dio, inoltre, comincia ad esistere con la manifestazione della Creazione Cosmica e viene riassorbita nello Spirito alla fine di quella manifestazione, che appare ciclicamente. Una singola apparizione della Creazione Cosmica è conosciuta nelle Scritture indiane come "Giorno di Brahma" ed ha una durata di miliardi di anni. Alla fine di quel periodo viene "dissolta" nella cosmica "Dissoluzione", per essere seguita da ciò che è chiamato "Notte di Brahma". (Praticamente le D-brane che si scontrano e danno origine al Multiverso (Giorno di Brahma), prima si trovano in uno stato di quiete assoluta (Notte di Brahma) e viceversa). Questi vasti e grandiosi cicli del Tempo Cosmico si ripetono incessantemente. Si può giustamente affermare che anche il Cristo, durante la Notte di Brahma, venga ritirato nel "Padre", o Spirito Supremo, e quindi in un certo senso cessi di esistere. Da questa prospettiva, il Figlio nasce nuovamente con ogni nuova manifestazione della Creazione Cosmica.
Importante è sottolineare ancora una volta come sia la coscienza l'artefice non soltanto dei pensieri, ma di tutta la realtà materiale. Dio è semplicemente la Coscienza stessa. Le Scritture indiane esprimono meravigliosamente questa realtà descrivendo Dio come Conoscenza, Conoscitore e Conosciuto in uno.
Il "regno di Dio" è ovviamente infinito ed abbraccia molto di più persino di questo universo fisico. In verità, la scienza ci dice che l'Universo materiale non è realmente infinito, poichè, pur essendo così vasto, è completo ed indipendente. Un'unica cosa può essere grande soltanto quanto se stessa: il pensiero. I pensieri formati dalla coscienza determinano i loro stessi limiti. Al di là di quei limiti, si può realmente dire che non esiste nulla. L'unico modo per espandere quel pensiero sarebbe allargare i pensieri stessi, chiedendo: "Che cosa c'è lì fuori?". Quella domanda costringerebbe il pensiero ad espandersi e ad abbracciare una prospettiva più ampia.
In ogni caso, Dio è per tutti la meta suprema della vita. E' infinitamente amorevole, infinitamente colmo di beatitudine, ed irradia all'infinito la "pace di Dio che sorpassa ogni intelligenza".
Le persone di indole spirituale hanno un grande debito nei confronti della scienza, che ha spalancato le finestre delle menti umane sulle vaste realtà dell'universo materiale. La scienza merita la nostra gratitudine. Gli scienziati dovrebbero avere l'umiltà di comprendere quale tesoro abbiano portato: il dono di poter conoscere sempre meglio il funzionamento della creazione di Dio. Gli scienziati hanno "scoperto" ciò che semplicemente era già lì, molto prima che la loro scienza fosse anche soltanto un sogno nella mente di qualcuno. Un'umile visione delle realtà che la scienza ha dischiuso davanti a noi dovrebbe renderci profondamente grati nei suoi confronti, poichè la consapevolezza delle realtà universali che ci ha fornito potrebbe essere liberante per l'ego. Espandendoci oltre il nostro piccolo sé, giungiamo finalmente a comprendere che, sebbene l'empireo cosmico sembri privo di un centro vero e proprio, possiede in realtà un centro: in noi stessi! L'Universo, ha affermato il Maestro Yogananda, è "centro ovunque, nessuna circonferenza". Saggio è lo scienziato che non si compiace di se stesso per le scoperte della scienza, poichè la scienza può soltanto trovare ciò che esisteva già. Il vero studioso, spiritualmente elevato, può rimanere soltanto "rapito", "in estasi", "colmo di gioia", "felice", di aver scoperto un altro tassello del Grande Architetto.
Il Maestro Yogananda mostrò alle persone, in questa epoca scientifica, come mantenere intatta la propria fede religiosa pur abbracciando il vasto panorama rivelato all'umanità dalla scienza. Egli dimostrò, al pari della scienza, che la realtà è sia infinita che infinitesimale. Dichiarò - nuovamente, come la scienza - che la materia non esiste, se non come innumerevoli vibrazioni diverse di energia. (Le particelle materiali, infatti, secondo la teoria delle stringhe, non sono altro che "modi" di vibrazioni di stringhe. Ad ogni vibrazione, corrisponde una frequenza, quindi una particella. Inoltre, la massa, quindi le stringhe fermioniche, deriva dall'energia, quindi dalla vibrazione delle stringhe bosoniche, secondo il modello Palumbo-Nardelli che mette in corrispondenza biunivoca bosoni, quindi energia, e fermioni, quindi massa). Ciò che il Maestro Yogananda insegnò, tuttavia, precorreva di gran lunga la scienza moderna, poichè egli dichiarò la necessità dell'uomo di riconoscere la coscienza stessa come causa suprema, non come semplice risultato dell'attività cerebrale. Egli aiutò a scoprire che la verità può essere dichiarata in molti modi: che la relatività dei valori è un fatto, poichè l'unico assoluto che esiste è lo Spirito Supremo. La maggior parte - o forse tutte - le scoperte della scienza moderna sono state anticipate dalla tradizione e cultura indiana. La vastità dell'Universo era conosciuta, così come il fatto che l'energia (le stringhe bosoniche vibranti) è alla base della materia (le stringhe fermioniche vibranti). La conoscenza, in realtà, si spingeva assai oltre, fino a sostenere che il pensiero diretto dall'energia è ciò che genera l'energia stessa. Si affermava anche che la coscienza immobile (la stringa bosonica iniziale a forma di ellissoide aureo nel suo stato di quiete) era antecedente al pensiero, ed era il fondamento stesso della Creazione universale. Il Maestro di Yogananda, Swami Sri Yukteswar, confermò l'assoluta verità delle affermazioni degli antichi sull'esistenza di vasti cicli del tempo. Egli affermò anche che l'Universo, essendo stato concepito inizialmente dalla coscienza e proiettato al di fuori di essa dal pensiero (tramite forme di idee) e poi dall'energia, è molto più cosciente di quanto la mente umana possa immaginare. (Notiamo come siano tre i passaggi che hanno portato alla Creazione: Coscienza, Pensiero ed Energia. La Coscienza Divina ha "pensato", il pensiero si è trasformato in "energia", quindi dalla Coscienza è scaturito il pensiero matematico della stringa bosonica iniziale che, vibrando secondo frequenze auree, ha prodotto l'energia e le varie particelle materiali). Le influenze cosmiche esistono: scorrono come fiumi e ruscelli nell'intero universo, influenzando la coscienza dell'umanità.
La materia esiste soltanto come vibrazione di energia. Il detto del Maestro Yogananda: "Più forte la volontà, più forte il flusso di energia", fornisce una chiave per comprendere il modo in cui l'energia stessa è stata manifestata: tramite un atto di volontà divina, proiettato all'esterno. Dio, lo Spirito Supremo, ha dato vita alla creazione con un atto di volontà. Dapprincipio Egli ha manifestato delle forme-pensiero, delle idee per la successiva manifestazione della Sua creazione. Si potrebbero paragonare quelle idee al progetto di un architetto. Quando Dio vide che questo "era cosa buona", con la Sua volontà divina proiettò quelle idee ancora più all'esterno (agendo attraverso esseri già manifestati), creando così l'energia. L'Universo astrale è in realtà un universo di "energia", ed è molto più "vasto" dell'Universo materiale. Alla fine Dio (di nuovo, tramite esseri superiori) fece "vibrare" quell'energia dell'Universo astrale in modo ancora più grossolano, per produrre l'Universo materiale (Anche qui è possibile notare il paragone con la "vibrazione" dell'energia dell'universo astrale, quindi delle stringhe bosoniche con frequenza aurea, che "producono" la materia, quindi le stringhe fermioniche, sempre attraverso il modello Palumbo-Nardelli). Il Maestro Yogananda spiegò che il motivo per cui Dio disse "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza" (Gn 1,26), è che Egli creò l'uomo tramite veri e propri esseri, spiritualmente evoluti.
Concludiamo affermando con questa bellissima affermazione del Maestro Yogananda: "Un giorno Dio solleverà per tutti noi il pesante sipario dell'illusione e reciterà per ognuno l'ultima scena del Suo Dramma. Quando ciò accadrà, il glorioso finale che Egli aveva in mente fin dall'inizio ci sarà finalmente rivelato".
Michele Nardelli
(Tale articolo è stato ricavato da alcuni brani tratti dal libro: "Le Rivelazioni di Cristo - proclamate da Paramhansa Yogananda - Ananda Edizioni - 2008)

Nessun commento:

Posta un commento