lunedì 1 febbraio 2010

Riflessioni su Scienza e Fede tratte dalla Bhagavad Gita

All'interno del corpo fisico è contenuto quello che può essere definito come il modello originario di quel corpo, il corpo astrale di luce e di energia. Finchè il corpo astrale è "inquinato" dai desideri materiali, deve creare un altro corpo fisico che lo contenga nuovamente.
A livello spirituale la coscienza del corpo è più lontana dal contatto con lo Spirito Supremo, mentre il vivere coscientemente nel corpo astrale porta l'individuo più vicino a quel contatto finale.
Perfino nel corpo astrale di energia, comunque, rimane un ultimo involucro: il corpo causale, fatto di idee.
Quando la materia viene manifestata, inizialmente vi è lo spazio, che il Maestro Yogananda descrive come una vibrazione distinta, e che può essere identificato con una sorta di "etere" (oggigiorno possiamo identificarlo con l'energia del vuoto perturbativo di stringa). La successiva manifestazione nella materia consiste di enormi gas galattici, le nebulose. Queste si condensano gradualmente in sfere di materia infuocata, poi come liquidi (lava fluida, per esempio, che è materia allo stato liquido) ed infine come materia solida ("terra").
Via via che lo yogi eleva la propria consapevolezza, ottiene un determinato potere sugli stadi della manifestazione legati agli elementi: la capacità di rendersi inamovibile ed estremamente pesante come una roccia, oppure di camminare sull'acqua ed in seguito sul fuoco, oppure di levitare o di espandere la propria coscienza all'esterno, nello spazio.
Tutta la realtà, in deinitiva, può essere visualizzata come un oceano infinito: l'infinità dello Spirito. Su quell'oceano appaiono delle "onde", che manifestano le forme individuali (tali onde sono dovute alle vibrazioni di stringhe bosoniche e fermioniche di cui tutte le forme sono costituite). Ogni ego è rappresentato da una di quelle "onde". Lo scopo della pratica spirituale è di ritirare nuovamente nell'oceano (il vuoto perturbativo di stringa) la propria "onda" di manifestazione, così da farla diventare, letteralmente, infinita.
Così Gesù o Krishna, che anche mentre vivevano sulla Terra erano considerati Dio Stesso, non erano solo il Dio infinito che aveva assunto quella "piccola" forma di manifestazione, ma anche la stessa memoria individuale dell'ego che si era manifestato in infinite forme umane fino a raggiungere la liberazione finale.
La tradizione induista afferma che Krishna era un'incarnazione di Vishnu (la vibrazione che preserva ogni cosa). Vishnu stesso, tuttavia, è soltanto un aspetto della Coscienza Infinita. In realtà, Vishnu è un aspetto di una delle tre vibrazioni dell'AUM (il suono vibratorio del Cosmo, che, secondo le ultime ricerche che hanno connesso Teoria delle Stringhe e Teoria dei Numeri, potrebbe identificarsi con una vibrazione che emette note auree, cioè basate sul rapporto aureo 1,61803398...).
E' interessante riflettere sul fatto che le onde dell'oceano non sono realtà "fisse". L'onda è "reale" solo come una forma di vibrazione (vibrazione di stringa). Perfino l'ego è soltanto una vibrazione sulla superficie, per così dire, dell'Infinito (una vibrazione di stringa bosonica, quindi di pura energia).
Dovremmo sempre, con discernimento, ricordare che tutti gli esseri umani, e tutto ciò che esiste, provengono dallo stesso unico Dio, che dovrebbe ricevere il nostro primo amore.
L'universo è stato manifestato attraverso il potere della Vibrazione Cosmica, il grande "suono" dell'AUM. Finchè viviamo nel regno della manifestazione e non siamo immersi nello Spirito, non possiamo evitare completamente di agire. Ciò che conta è agire nel modo giusto. Per raggiungere la coscienza di Dio è necessario lasciar andare ogni attaccamento ai pensieri di "Io" e "mio".
Per andare al di là dell'azione bisogna fondere la propria coscienza con il Suono Cosmico dell'AUM, consentendogli di agire attraverso di noi ed intorno a noi, fino a quando ci immergeremo in quella vibrazione infinita per poi oltrepassare la vibrazione stessa, nella calma coscienza dello Spirito Supremo (quindi, prima della vibrazione di stringa, esisteva la "quiete": la stringa bosonica primordiale chiusa a forma di ellissoide aureo "immobile").
In tutto ciò che facciamo, sentiamo che Dio sta agendo attraverso di noi. Ricordiamo sempre a noi stessi che è Dio che stiamo "servendo" attraverso lo strumento fisico del corpo. Anche il godimento di tutte le cose belle della vita, può essere offerto "in alto", a Dio: condividiamo questi piaceri con Lui.
Pensiamo: "La Vibrazione Cosmica sta riaffermando la sua realtà attraverso di me. L'amore cosmico, attraverso di me, anela all'amore di Dio. La gioia cosmica, attraverso di me, gioisce nel nostro Amato Infinito".
M. Nardelli

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